“V” per Vaneggi. Dimenticanze 3 Febbraio 2008
Posted by meriinga in Acquisti, Vaneggi, Vita vissuta.Tags: Acquisti, auchan, dimenticanze, Vaneggi
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Un sabato pomeriggio come tanti altri. Ovvero mio moroso fa lavori nella nuova casa di suo papà e io resti dai miei a sirare, pulire, sistemarmi le cose per la mia nuova casa e portarle di là.
Beeello…
Mi chiama alle dieci circa dicendo: “Amore, prima che tiro due bestemmie e tre pugni a mio padre, chiama il numero verde dell’Eni, che non abbiamo il gas.Peccato che ho chiamato 18 volte il numero verde. Prima gli serve il codice fiscale, poi col codice fiscale non trovano niente, neanche con indirizzo e numero civico. Poi cambia la segreteria e non si riesce più a parlare con un operatore.
La spiegazione me la da mio moroso poco dopo. Il mese scorso suo padre aveva appuntamento con i tecnici del gas per togliere i piombi e far partire la fornitura. Arrivato alla casa ha trovato un foglio dell’Eni che diceva che erano passati quella mattina. Tutto contento lo prende e lo mette via dimenticandosi di leggere anche il resto del foglio, dove forse avrebbe notato la scritta “Siamo passati e non vi abbiamo trovato”. Insignificante dimenticanza.
Decido di andare a farmi un giro. Il grigiume e l’umidità della giornata mi permettono solo un posto: il centro commerciale. TA-DAAAN! Un’ondata di brividi mi assale, ma l’alternativa è passare un paio d’ore con il ferro da stiro come protesi temporanea della mano destra. Mi cambio al volo e chiamo mio moroso “amore, io sto andando all’Auchan, ti serve qualcosa?”. Mi risponde di no, per fortuna.
Nel momento in cui parcheggio mi accorgo che ho lasciato a casa le scarpe a cui devo far rifare il tacco, uff. Tardi per tornare indietro e quindi pazienza. Mi sono anche dimenticata i cinqucientolire per il carrello, per fortuna non ho intenzione di fare spesa. Giro per il supermercato, me la prendo comoda e acquisto:
- mestoli e palette di legno
- feltrini per le zampe della sedia e del tavolo
- gocce di silicone paracolpi
- mocio per il parquet (più delicato)
- “Orgoglio e pregiudizio”
Pago e vedo che alla Sisley fanno il 70% di sconto e quindi, da perfetta donna curiosa, entro per provare un paio di jeans. Sono con il pantalone all’altezza del ginocchio e sento provenire dal mio giubbotto dan-daaa-da-daaraan-da-daaraadaaaaa.
“Pronto?”
“Ciao amore sei ancora all’Auchan?”
“Ehm… sì, quasi, perchè?”
“Mi servirebbe un piacere amoremiobellodellamiavita, me la faresti un po’ di spesa che con la scusa del trasloco non abbiamo niente per la cena di stasera?” Piccolissima dimenticanza.
“…”
“Daidaidai amore ti prego, me lo fai sto piacere?”
“Ehm… ok va bene”
“Grazieamoretiamotantissimo.”
Click
Scendo al parcheggio sotterraneo, metto la spesa nel bagagliaio, mi accorgo che mancano i cinquecentolire, cerco un euro e prendo il carrello. Sbuffo. Già mi sono pentita.
Succhi di frutta, coca cola, yogurt, affettati vari, formaggi misti, pane, frutta e verdura.
Considerando che non hanno ancora la cucina e che non hanno nemmeno il gas per usare i fornelli che gli hanno prestato, chiamo mio moroso e gli chiedo se non sia il caso che gli compri il microonde in offerta che ho visto prima. Non è carino mangiare panini ogni sera.
“Sì amore grazie mille, comefareisenoncifossituuu.” Mi pare di sentire dei violini di sottofondo. E allora aggiungo anche dei cordon bleu e degli hamburger di tacchino da fare col grill. Quindi vado a prendere il forno. 20 minuti solo per trovare un povero addetto che mi cagasse un attimino e per farmi consegnare l’elettrodomestico dal magazzino.
Pago, esco, vado a portare la spesa da mio moroso.
Stanca, sudata, stordita dalla pesantezza della giornata, salgo a vedere come procedono i lavori. Mi dice che si è dimenticato di dire a mio padre di preparare il tavolo da picnic, ma tanto io lo sapevo e l’ho avvertito io. “Comefareisenzadite!” me lo chiedo pure io ogni tanto…
Santa subito, santa subito! Potevi prendere qualche chilata di pesce, sai il fosforo potrebbe aiutare la memoria del tuo ragazzo e relativi parenti. Ma secondo me lo fanno un po’ apposta per farti sentire più parte della loro famiglia. Che carini!
Sei una donna tuttofare! Sarai il pilone portante della famiglia! Evvai! Una domanda, percaso l’auchan è quello dove nel parcheggio sotterraneo, per entrare nella zona scale mobili bisogna passare attraverso delle strane robe penzolanti di plastica trasparente??
Magari santa proprio no, mi sento più martire.
Che poi scopro che il pane l’aveva già preso mio suocero. Si parlassero mai sti uomini!
@matteo: no, l’Auchan qua dove vado io ha le porte scorrevoli. Quelle robe di plastica le odio, ma per fortuna qua in zona le hanno tolte tutte.
Ciao sono lo stesso autore del blog Maldisatira, hai visto l’invito che ti ho inviato per far parte di EDV CAFE?
Giornatina interessante!
Ogni volta che passo qui da te, finisce che parlo di film, ma la comica del padre di tuo moroso con l’Eni, mi ha fatto venire in mente un divertentissimo film interpretato da Tom Hanks, intitolato “casa dolce casa” in cui Tom con la moglie deve ristrutturare una casa che va a pezzi, e per ottenere l’agibilità succede qualcosa di simile a ciò che è capitato a voi. Coraggio.
@edv: no, non ho vtrovato l’invito…
@recensendo: e non racconto tutto il resto… per ora!
@taglia: ma tu lo sai che puoi parlare di quello che vuoi!
Se non ricordo male devo averlo intravisto quel film che citi, simpatico esempio dei filmetti alla Tom Hanks degli anni 80. Non è quello dove gli capitano tutte le disavventure possibili e anche qualcuna impossibile?
Meno male che qualche donna è un po’ mamma… Io se avessi un moroso come il tuo, temo che sarebbe sempre a piedi, con la panza vuota e niente che vada bene, se aspetta che me ne prenda cura io… CIAO!