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Ciao Moeca 6 Febbraio 2008

Posted by meriinga in Famiglia, La scia dei ricordi.
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Lunedì notte è morto un amico di famiglia. Si è sentito male domenica e poco più di 24 ore dopo se n’è andato.
I miei sono in viaggio per raggiungere la sua città, Imperia (sconosciuta città in provincia di Sanremo, come diceva sempre lui).
Tante volte è stato ospite da noi, altrettante lo sono stati i miei, con e senza di me.

A fronte di notizie del genere mi rendo conto che gli anni passano, per tutti.
Oggi sono un po’ così, non so neanch’io come.

Ricordo quando ti ho conosciuto di persona, reduce dalla separazione ti ospitammo nel nostro piccolo appartamento, tu dormisti nel mio letto e io in una branda nella camera dei miei. E non volevi crearmi disagio, ma io ero contenta di vedere che allontanarti da casa ti faceva bene.
Ricordo le numerose volte in cui andavi “per isole” con mio papà e gli altri amici. E quando mio papà ha buttato tutto il vasetto di pesto per un chilo di pasta? Sembrava pesto con un po’ di pasta dentro.
Ricordo una delle prime volte in cui siamo venuti a trovare te e gli altri amici, quando abbiamo mangiato fuori nel tuo bellissimo terrazzo la carne alla brace e i fusilli fatti in casa (al pesto, ça va sans dire) e la voracità del mio corpicino tutto stomaco diventò leggenda.
Ricordo il tuo albero di giuggiole e tutti i graffi che mi ha sempre procurato.
Ricordo quando scendesti la prima volta per la festa del Redentore e per la prima volta vedesti le “moeche” (piccoli granchi che in fase di muta hanno la corazza morbida). Che faccia schifata prima di assaggiarle, ma che scorpacciata poi! Tant’è che te n’è rimasto il nome.
Ti ricordo così, con un sardonico sorriso sempre sulle labbra, beffardo e pungente al punto giusto.

Un grande abbraccio,
M.

Commenti»

1. acrimonia - 7 Febbraio 2008

Bel ricordo, Meriinga, bello davvero. Più che per le grandi cose, è bello ricordare chi non c’è più per questi piccoli, divertenti aneddoti, che li rendono umani e ce lifanno sentire vicini.
Ti lascio un sorriso e non dico altro per non cadere nel superfluo o peggio ancora inopportuno. :)

2. newyorker - 7 Febbraio 2008

triste momento per farti la prima visita, che tempismo!…non conosco nè te nè lui ma dispiace comunque e ancor di più perchè mi sembra di aver capito che il tuo amico era giovane….ciao

3. meriinga - 7 Febbraio 2008

Grazie Monia.
Sai, all’inizio non ci volevo credere e mi è venuto da dire a mio padre “Smettila, non si scherza su queste cose!”.
Se ripenso a come gli si illuminavano gli occhi quando veniva a trovarci, quanto gli siamo stati vicini nei momenti tristi e quanto si sentisse a casa con noi…

@newyorker: benvenuto comunque! :-)
Non era giovanissimo, essendo un amico dei miei aveva i suoi anni alle spalle. Comunque è una notizia che è arrivata all’improvviso e che nessuno si aspettava.

Aggiornamento: i miei ieri si sono macinati 1100 km tra andata e ritorno per vederlo e salutarlo un’ultima volta e partecipare alla funzione e alla sepoltura. E questo spiega tanto.

4. acrimonia - 8 Febbraio 2008

Sì, decisamente, non c’è bisogno di dire altro. :)