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Virginia e la piastra 17 aprile 2008

Posted by meriinga in Famiglia, Incredibile, Minchiate col botto, Virginia.
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La mia cuginetta Virginia ha quasi 5 anni. E’ un po’ viziata, perchè la mamma le lascia fare tutto. E se anche per una volta le dicesse di no, lei farebbe lo stesso quello che vuole.
Per questo l’altro giorno si è scottata con la piastra per capelli…

Mia mamma: “Virginia, ma cosa combini, hai la vescica sul dito. Ma la mamma non ti aveva detto di non toccare che scottava? Io sono sicura che te l’ha detto.”

Virginia: “… (ci pensa qualche secondo)… sì, ma l’ha detto troppo a bassa voce e io non ho sentito!”

Il cellulare bloccato 13 marzo 2008

Posted by meriinga in Famiglia, Incredibile, Vaneggi, Vita vissuta.
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Mamma: “Mi sistemi il cellulare? Quando devo mandare un messaggio (nota: ha imparato a mandarli circa un mese fa) dopo la prima parola si blocca e non va più avanti!”

 Io, sguardo perplesso e pensieroso: “Non è possibile, o si blocca da prima o non si blocca. Com’è che ti fa scrivere la prima parola e poi si blocca?”

Prendo il suo Samsung, lo studio, vado sulle opzioni, cerco nel menù messaggi qualche funzione nascosta. Provo a scrivere un messaggio e si scrive senza nessunissimo blocco.

Io: “Mamma, questo telefono non ha niente che non va.”

Mamma: “Ma io non riesco a mandare i messaggi! Guarda, ti faccio vedere cosa succede: io scrivo la prima parola e poi dopo che ho fatto lo spazio (preme il tasto) non si muove più niente, visto?”

Io: “Mamma… lo spazio non si fa con il tasto zero, ma con il tasto asterisco…”

Mamma: “Ma sul telefono che avevo prima si faceva con lo zero!!!”

Io sospiro: “Sì, ma cambiando il modello alcune funzioni dei tasti possono variare.”

Mamma: “Aaahhh…”

Beata sincerità! 11 marzo 2008

Posted by meriinga in Famiglia, La casa di meriinga.
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Cuginetta V, quasi 5 anni, viene a vedere la mia nuova casa. La gira tutta (in 13 secondi netti) e poi mi dice: “Meiinga (c’ha la R moscia come il suo papà) ma è piccolissima questa casina!

 Io: “Amore, avevano finito quelle grandi…

Ricominciano gli oggetti sfiziosi 10 marzo 2008

Posted by meriinga in Acquisti, Famiglia, La casa di meriinga, Oggettini carini, Regali.
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Adoro assolutamente questo orologio di Arti e Mestieri.
Le dimensioni sono assolutamente perfette per metterlo nel soggiorno-con-angolo-cottura tra le due porte finestre.
Peccato che il prezzo sia un po’ al di sopra di quello che ritengo giusto spendere per un orologio.

Confido nella divina provvidenza. O nella generosità della nonna per Pasqua…

Un tranquillo weekend di trasloco 10 marzo 2008

Posted by meriinga in Famiglia, Incredibile, La casa di meriinga.
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Ebbene sì, ufficialmente da sabato vivo da sola.
E non sono più bambocciona (alla faccia di Tommy Pee-S).

La settimana appena finita l’ho trascorsa in macchina in tangenziale, traslocando il traslocabile tra casa dei miei a casa MIA. Che strano effetto che mi fa dirlo, non mi ci sono ancora abituata.
E poi sabato sera inaugurazione con gli amici, pizza e birra e tante risate.

Ovviamente la domenica come posso averla passata? Ma a pulire, naturalmente. Visto che sabato papà e moroso hanno montato il bagno e poi anche la scarpiera il pavimento era un macello.
Prima ho messo in azione il bidoncino aspiratutto, poi armata di straccetto e spruzzetto ho attaccato le finestre. Infine ho intinto il mocio nel Mastro Lindo diluito e igienizzato tutti i pavimenti.
Stanca ma contenta ho preso la macchina e sono tornata a casa dei miei a lavarmi… perchè il box doccia non è ancora arrivato!! 😦 Se devo farmi una doccia veloce posso anche cercare di stare attenta e alla fine passare il mocio nel bagnetto che, due metri per due, è piccolo e coccolo e quindi ci vogliono 2 minuti e 12 secondi per pulirlo. Ma se devo pure lavare i capelli lunghi…
La mamma gongola perchè significa che ogni 2/3 giorni me ne torno all’ovile, come una perfetta figliola prodiga alla ricerca di shampoo e balsamo e un pasto “come solo mamma sa fare”. Ieri, dopo solo un giorno di assenza la mia cara e dolce mammina mi ha chiesto: “Allora stasera ti faccio la pasta? E poi dormi qua vero?” 😀 cara lei…

Arrivano i pompieri! 6 marzo 2008

Posted by meriinga in ARGH!, Famiglia, Incredibile, Vita vissuta.
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Due domeniche fa mio papà accende, come al solito, il caminetto in sala. Ad un certo punto salta la corrente e quindi andiamo a verifivare dal quadro elettrico quale interruttore ha causato il blocco.
Stupito, mio padre vede che si tratta del reparto notte e si avvia tranquillo alle camere, sicuro che non sia niente di grave. HA!
Per le scale c’è foschia e nella camera da letto dei miei il fumo è già visibile.
Urla AIUTOOO aprendo la botola per la soffitta. Arriviamo io e mia mamma con l’estintore, mentre mio papà cerca di aprire l’abbaino in tutto quel fumo. Nonostante tutte le finestre aperte il fumo non accenna a diminuire e quindi decidiamo di chiamare i pompieri: sono arrivate due squadre normali e una per gli incendi chimici, che non si sa mai. E poi sono arrivati gli abitanti di tutta la via, della via dopo, di quella prima e di quella parallela.
Se avessi fatto pagare il biglietto mi sarei pagata una rata del mutuo!! :mrgreen:
Poi ero lì seduta sulla muretta di casa e vedo che arriva un tizio con un blocco da stenografo e al seguito un fotografo… 😯 Addirittura il giornale?!?! La cosa più bella è che si è scusato per essere arrivato così tardi perchè gli avevano indicato la via sbagliata!

Alla fine abbiamo cos’è successo: la canna fumaria che attraversa la soffitta si è surriscaldata troppo ed ha fuso la lana di vetro che c’era intorno, che fortunatamente fa sempre tanto fumo, ma raramente prende fuoco. I danni sono stati minimi, solo un paio di cosucce che erano in soffitta e che sono state affumicate, ma niente di grave.

L’articolo dei giornali del giorno dopo (sì, perchè poi ne è arrivato un altro di giornalista) diceva che eravamo scampati ad una tragedia, che i magnifici pompieri con il loro prontissimo intervento avevano evitato un possibile crollo del tetto (????) e che blablabla.
E’ proprio vero, quando non sanno cosa scrivere gonfiano e inventano.

Quando le scarico vi faccio vedere anche le foto che ho fatto (sì sa mai che l’assicurazione paghi…).

Si avvisa la gentile clientela 27 febbraio 2008

Posted by meriinga in Famiglia, La casa di meriinga, Lavoro.
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Sono ancora viva, per chi se l’era chiesto.
Sono in procinto di trasferire tutti i miei possedimenti da una casa all’altra e quindi la situazione è un po’ pesante ed occupa tutto il mio tempo. La sera torno a casa e imballo e preparo borse, nel week end le porto nella nuova casa (tranne quando ci sono i pompieri per casa, ma scriverò meglio tutto non appena mi sarà possibile).
E presto i vaneggi riprenderanno il loro normale corso…

Mia nonna e il sàmpol. 8 febbraio 2008

Posted by meriinga in Famiglia, Vaneggi, Vita vissuta.
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Nonna: “[omissis]… e poi ho preso il sàmpol per papà.”
Io: “… sì per papà… ma cosa?!?!”
Nonna: “Il sàmpol!! Quello all’ortica per i capelli grassi che gli piace tanto, era in offerta col trepperdue e gliene ho presi sei.”
Io 😕 : “Ah, lo shampoo. Nonna, ma che gliene compri sei a fare, che gli restano si e no otto capelli, di cui tre col riporto e due che ogni notte meditano di suicidarsi sul cuscino, va a finire che poi io e mamma non lo usiamo perchè al contrario di papà non abbiamo neanche i capelli grassi! Lascia là, vuoi che non abbiamo i soldi per comprare un flacone di shampoo???”
Nonna: “Eh, ma era in offerta. E poi mica va a male!”
Io: “….. [sospiro] ….. va bene, mettili da parte che alla prima occasione passo a prenderli….. [sospiro] …..”

Ciao Moeca 6 febbraio 2008

Posted by meriinga in Famiglia, La scia dei ricordi.
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Lunedì notte è morto un amico di famiglia. Si è sentito male domenica e poco più di 24 ore dopo se n’è andato.
I miei sono in viaggio per raggiungere la sua città, Imperia (sconosciuta città in provincia di Sanremo, come diceva sempre lui).
Tante volte è stato ospite da noi, altrettante lo sono stati i miei, con e senza di me.

A fronte di notizie del genere mi rendo conto che gli anni passano, per tutti.
Oggi sono un po’ così, non so neanch’io come.

Ricordo quando ti ho conosciuto di persona, reduce dalla separazione ti ospitammo nel nostro piccolo appartamento, tu dormisti nel mio letto e io in una branda nella camera dei miei. E non volevi crearmi disagio, ma io ero contenta di vedere che allontanarti da casa ti faceva bene.
Ricordo le numerose volte in cui andavi “per isole” con mio papà e gli altri amici. E quando mio papà ha buttato tutto il vasetto di pesto per un chilo di pasta? Sembrava pesto con un po’ di pasta dentro.
Ricordo una delle prime volte in cui siamo venuti a trovare te e gli altri amici, quando abbiamo mangiato fuori nel tuo bellissimo terrazzo la carne alla brace e i fusilli fatti in casa (al pesto, ça va sans dire) e la voracità del mio corpicino tutto stomaco diventò leggenda.
Ricordo il tuo albero di giuggiole e tutti i graffi che mi ha sempre procurato.
Ricordo quando scendesti la prima volta per la festa del Redentore e per la prima volta vedesti le “moeche” (piccoli granchi che in fase di muta hanno la corazza morbida). Che faccia schifata prima di assaggiarle, ma che scorpacciata poi! Tant’è che te n’è rimasto il nome.
Ti ricordo così, con un sardonico sorriso sempre sulle labbra, beffardo e pungente al punto giusto.

Un grande abbraccio,
M.

La casa di paglia 18 gennaio 2008

Posted by meriinga in Famiglia, Vita vissuta.
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Ieri sera poco prima della mezzanotte, come una puntualissima Cenerentola, sono tornata a casa e com’è normale premo gli appositi pulsanti che mi permettono di aprire cancello e basculante senza inumidirmi dell’umidità della Terra di Mezzo.
Premessa: la rampa del garage di casa dei miei ha una pendenza del taaantopercento, anche col freno a mano inserito la vettura scivola inesorabilmente, come fosse sulle sabbie mobili.
Appunto in questa posizione mi trovo quando mi accorgo che il simpatico basculante, stanco del solito sù e giù ha interrotto la sua corsa. Indecisa fra varie opzioni quali rimanere lì e suonare il clacson fino a che qualcuno si accorge di me, scendere con l’auto e cercare di infilarla lo stesso in garage. lasciare tutto come sta e incastrare l’auto nell’apertura del garage in modo da occludere l’entrata di qualsivoglia malintenzionato, oppure cercare di risalire senza bruciare la frizione.
Ok, la prima prova è superata, ora però mi accorgo che nulla si può muovere fintantoché non raggiungo il salvavita per far ripartire l’invio di corrente.
Allora scendo, nonostante io abbia un telecomando proprio per non scendere, apro la porta di casa dopo aver ravanato nella mia borsa per altri 4 o 5 minuti alla ricerca delle chiavi che com’era prevedibile si erano mimetizzate con la fodera, mi illumino il cammino con lo schermo del cellulare e mi avvio al pannello di controllo.
Schiaccio il bottoncino blu e alzo la levetta del salvavita.
Tutto riparte e il mondo sembra (quasi) più bello. 🙂

Risalgo in macchina e vedo di far aprire un po’ di più il basculante. Dopo neanche 3 secondi salta tutto di nuovo. Dalla mia borsa estraggo un calendario e comincio a tirarli giù tutti, a cominciare dal primo gennaio: Santa Madre di Dio, San Basilio, Santa Genoveffa e via così fino a San Silvestro. Questo potente mantra mi rilassa. Vado a svegliare papà.

Pessima idea. Molto, molto pessima.

Non potevo semplicemente sbloccare i motori, aprire e poi richiudere il basculante a mano e lasciare sul tavolo un bel bigliettino a papà con scritto “Il basculante fa saltare la corrente, bisogna aprirlo a mano.”? Avrei sentito le bestemmie alle 6.30, ma almeno le sentivo da sotto le coperte.
No, io lo sveglio che tanto non lo disturbo perchè andato a letto da poco, così passo i seguenti 78 minuti impegnata nelle seguenti attività:

  • ascoltare la frase “Varda quanta acqua che vien zo!”
  • ascoltare la frase “Ma mi no capisso miga da dove che se tira tuta sta acqua”
  • ascoltare la frase “Qua se ga rotto tutto ma no se capisse un casso”
  • ascoltare la frase “Eh bisogna che ciama l’omo dea CAME”

(Trad: guarda quanta acqua sta scendendo, non capisco mica da dove proviene tutta quest’acqua, sì è rotto tutto ma non ci si capisce niente, bisognerà chiamare il tecnico della CAME.)

Intervalli: una volta con richiesta di uno specifico cacciavite, una volta per passargli uno straccio, tre volte per passargli un bulloncino. Non potevo io dunque andare a letto? Eh no…

Millemila sospiri. Così imparo la prossima volta a svegliare il can papà che dorme.
Poi quando dico ai miei che forse dovrebbero pensare a vendere quella casa, che ha sempre problemi vari e nel momento in cui andrò via diventerà enorme per sole due persone, mi guardano e chiedono “Perchè?!” con aria interrogativa.