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Sono ancora viva! 6 novembre 2008

Posted by meriinga in Amici, La scia dei ricordi, Vita vissuta.
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Tre mesi che non aggiorno più niente. Tre lunghi mesi che mi hanno vista impegnata in mille fronti diversi. Tre lunghissimi mesi di lavorolavoro in ufficio e di lavorolavoro in agriturismo (ma hanno tutti figliato quest’estate che ci son stati ventordici battesimi???). E ovviamente di pulipulizia casa in quei pochi momenti in cui a casa ci son stata.
E la mamma che ti vuole a cena, e l’amica che non vedi da un mese, e Alice che è in tutte le case ma non nella mia (ma mi ha promesso che a Natale viene a stare anche da me)…

In più domani me ne parto per le ferie.
Ebbene sì, dopo 6 anni riesco nuovamente a fare un viaggio serio (e dispendioso). L’ultimo nel 2002 è stato un safari in Africa: Botswana e Zimbabwe. Mi accontento di poco… :mrgreen:

Programma di viaggio
Partenza venerdì 06/11 per New York City, arrivo tardo pomeriggio ora locale. Permanenza in hotel a Manhattan, yeah baby!
Volo per Buffalo on the 12th. Pernottamento e visita alle Cascate del Niagara, saltino in Canada (già che sei lì a un tiro di schioppo che fai, non vai?), altra notte a Buffalo.
Mattina del 14/11 volo per Georgetown, BAHAMAS!!!
Svacco e sole, spiaggia bianca e bagni nell’oceano blu-che-più-blu-non-si-può fino al 22 mattina, quando si riparte per l’Italia, con rientro il pomeriggio successivo.

Ok, lo so che adesso rosikate e mi state mandando tutto il maltempo possibile, ma io so’ strega e ho fatto l’incantesimo del sole perpetuo, quindi non perdeteci troppo tempo! 😉

Labyrinth 25 luglio 2008

Posted by meriinga in La scia dei ricordi.
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Spero veramente che gli gnomi ti portino via, all’istante.

Hai rapito il mio piccolo Toby e io non ti ho fermato. Non ho superato il labirinto in tempo e allo scattare delle 13 ore l’hai trasformato in un goblin tuo suddito.

Ma ora lo rivoglio. Toby è mio, non tuo. Toby tornerà ad essere un bambino paffuto, un po’ frignone ma sempre il mio piccolo bimbo indifeso.

Attento Jareth, Sarah è più forte ora e non si arrenderà. Attraverserò il labirinto per trovarti e mi riprenderò Toby.

Tu non hai nessun potere su di me.

Il nerd e il tonno 24 luglio 2008

Posted by meriinga in Amici, ARGH!, Concerti, La scia dei ricordi.
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Ai concerti credo di aver visto ogni tipo di essere umano. E non.
Quarantenni al concerto ska che stanno fermi immobili piantati in mezzo alla pista, che si incazzano pure se qualcuno danzando li urta. Punkabestia che surfano sulla folla e perdere scarpe, piercing… e anche pantaloni a volte. Metallari dalla chioma fluente che restano impigliati con la medesima tra due transenne protettive. Ragazzi affumicati a un MTV day che si risvegliano solo alla comparsa degli Articolo31 sul palco (accompagnati dalla loro migliore amica Maria).

I personaggi che ho avuto modo di vedere in questi anni di concerti vari sono molti e molteplici, considerando anche che ho assistito anche a più di una maratona musicale, in quel dell’Arena Parco Nord di Bologna e in quel di Imola.

Però mai, MAI avrei pensato di vedere una scena come questa… (altro…)

La mente di Tetsuya 23 luglio 2008

Posted by meriinga in Amici, Cartoni animati, La scia dei ricordi, Vaneggi.
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Un lunedì sera fuori dagli schemi.
Un lunedì sera per sentirsi gggiovani (grazie, amico Claudio).
Un lunedì sera a sollevare i talloni dal suolo con le mani intrecciate dietro la schiena urlando Poooollon, Pollon combinaguaaaaaaaaaiiiiiii…

Questo simpatico complessino suona e canta e riporta a galla le più famose e più belle sigle dei cartoni animati degli anni ’80. Inoltre ogni componente si presenta sul palco vestito come uno dei personaggi di cui cantano.
E quindi troviamo tra gli altri Lupin III, Jigen, Ken Shiro, Haran Banjo e al microfono una uno splendido Lady Oscar. Il buon padre voleva un maschietto… e infatti.

Per sentirsi giovani bastava dare un’occhiata all’orda di più-che-trentenni urlanti che col braccio alzato urlava a squarciagola le canzoni di Jeeg robot d’acciaio, del pugile Sugar, di Conan ragazzo del futuro, ma anche di Candy e Lulù! A metà concerto è salito sul palco un arzillo signore dai capelli bianchi (ma non era Babbo Natale) che ha cantato un po’ di sigle insieme al maschietto col vestito di merletto e al fianco un fioretto. Purtroppo ero distante e non sono riuscita mai a capire il nome dello special guest.

Il pezzo grosso in assoluto è il camaleontico Mr Makara. Più veloce addirittura di Arturo Brachetti, si presenta sul palco indossando costumi vari tra cui la dolce signora Minù, la capretta che fa ciao a Heidi e, in assoluto la sua prestazione migliore, vestendo gli stretti panni di Creamy e cantando pure una delle canzoni più famose “Dimmi che mi ami teneramente” (ma che cosa si fumavano gli adattatori italiani prima di scrivere ste cose? Cris, per piacere mi traduci il titolo originale PERIKE TONI SUKISHITE):

Nel mondo spesso non c’è chi sorriderà
La vita quindi è così per chi non ha
L’amore grande che ti da… la felicità
Ma solo chi lo cercherà lo troverà.

Spesso sai, chi lo cerca non sa che c’è
Un grande amore intorno a sè
E non lo vede, ahimè.

Io lo so che l’amore per me è già qua
Ma forse lui non lo sa
Che è me che amerà
Che amerà, che amerà, che amerà…

Alla fine del concerto ho trovato un’amica che mi ha chiesto se l’accompagnavo dal gruppo per farle, come da tradizione, una foto con Lupin in giacchetta verde e allora ho approfittato anch’io e sono in attesa che mi arrivi la mail (Flu, scarica la fotooo!). Inoltre doveva ricordargli che, a soldi raccolti e disponibilità ottenute, non possono rifiutare di essere graditissimi ospiti della festa che organizzerà l’A.V.I.S. per cercare di sensibilizzare la gente alla donazione del sangue.

Paper sings but doesn’t wins 21 marzo 2008

Posted by meriinga in ARGH!, La scia dei ricordi, Televisione.
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Mercoledì sera, dopo aver visto il granitico volto e la ferrea morale di Gary Sinise sopraffare i colossi della droga che volevano riprendersi i 900 kg di cocaina sequestrati il giorno prima, ho guardato un pezzetto di amici. Dopo un’ora di integrità morale sento il bisogno di disintossicarmi con un po’ di sano trash televisivo.

La sfida che stanno proponendo è sulle note di “Avrai” di Baglioni.
I ricordi dell’infanzia passati a cantare a squarciagola le canzoni di Baglioni con la mamma, mentre lei cucina o pulisce casa e io le do eufemisticamente una mano con la spazzola per microfono e la scopa per chitarra mi fanno sorridere come un’ebete. E il fatto che proprio stasera io sia a guardare la tv a casa dei miei dopo che mi sono trasferita acuisce la sensazione nostalgica.

Tornando al programma della signora De Filippi (ma perchè ha sempre i polsi coperti da assurdi manicotti? Non è che magari ha tentato di tagliarsi le vene e sta nascondendo le cicatrici?), dopo qualcosa come un era geologica di pubblicità, guardo la sfida mentre cerco di connettermi col portatile al wi-fi che è saltato e non vuole saperne di funzionare. Checculo, una sera che posso usare internet il modem non funziona. Eppure i folletti di solito spuntano di lunedì. Avranno fatto gli straordinari…

Marco canta per primo.
Al di là dell’accento sardo che si riesce a sentire anche quando respira, l’esibizione è penosa. Dopo 4 parole si scorda la strofa e riparte quasi fuori tempo, con evidente imbarazzo dell’insegnante nonsoilnome (quello pelato col pizzetto), il cui sguardo fulmina il pischello. Accetta le critiche con scarsa dignità e risatine nervose adducendo scuse come “ma in prova non ho mai sbagliato” insieme a “comunque non ho sbagliato la parte più difficile” che valgono meno di un due di coppe quando la briscola è di bastoni.
Torna al posto con la stessa faccia di un bambino a cui hanno tolto il lecca-lecca, cercando di trattenere le lacrime mentre gli altri blu cercano di consolarlo con grandi pacche sulle spalle.
Dai sostenitori dei bianchi irrompono fischi e scherni e il sig. Perfettini sbotta con un “ecco, non sanno fare altro che fischiare quelli!” e subito i suoi compagnucci a dire che sì ha sbagliato, ma siamo ragaaaazziii è normale che sbagliamo. Anche no.

Canta Roberta, che non sbaglia e interpreta bene una canzone maschile non facile. Tutti gli insegnanti si complimentano con lei. Ma proprio tutti.

La telecamera inquadra la squadra blu: Marco ha sempre più la faccia cupa e triste e guarda l’altra squadra con astio e rancore. Neanche la vittoria della sua squadra riesce a togliergli quell’aria funebre, ma almeno ha la soddisfazione di nominare Roberta, con voce rotta ma sprezzante. D’altra parte l’avrei nominata anch’io, essendo forse l’avversaria più temibile dell’altra squadra.
La nomination (non mi ricordo se unanime, ma mi pare di sì) della squadra blu è vana perchè Roberta si impone al primo posto della classifica con salti e urla dei bianchi e dei loro sostenitori ed evidente imbarazzo di chi fino alla settimana scorsa quel posto lo occupava abusivamente e a cui si era attaccato con le unghie delle migliaia di ragazzine in tempesta ormonale che lo televotavano.

Se ne va Giulia facendo notare che le sue gambette corte l’hanno comunque portata ad un buon punto del programma.

Spengo la tv riproponendomi di non guardare più schifezze del genere, sapendo benissimo che la prossima settimana mi fermerò a guardare il finale del programma, giusto per vedere chi e come se ne va dalla sQuola di amici.

Si può fare 12 marzo 2008

Posted by meriinga in ARGH!, Film, La scia dei ricordi, Politica.
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Veltroni ha simpaticamente scopiazzato la frasetta che Obama sfoggia dall’altro lato dell’oceano per vincere le elezioni.

Walter, mi spiace dirtelo, ma più che Barack tu mi ricordi molto, ma molto molto molto più questo qui… (altro…)

Ciao Moeca 6 febbraio 2008

Posted by meriinga in Famiglia, La scia dei ricordi.
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Lunedì notte è morto un amico di famiglia. Si è sentito male domenica e poco più di 24 ore dopo se n’è andato.
I miei sono in viaggio per raggiungere la sua città, Imperia (sconosciuta città in provincia di Sanremo, come diceva sempre lui).
Tante volte è stato ospite da noi, altrettante lo sono stati i miei, con e senza di me.

A fronte di notizie del genere mi rendo conto che gli anni passano, per tutti.
Oggi sono un po’ così, non so neanch’io come.

Ricordo quando ti ho conosciuto di persona, reduce dalla separazione ti ospitammo nel nostro piccolo appartamento, tu dormisti nel mio letto e io in una branda nella camera dei miei. E non volevi crearmi disagio, ma io ero contenta di vedere che allontanarti da casa ti faceva bene.
Ricordo le numerose volte in cui andavi “per isole” con mio papà e gli altri amici. E quando mio papà ha buttato tutto il vasetto di pesto per un chilo di pasta? Sembrava pesto con un po’ di pasta dentro.
Ricordo una delle prime volte in cui siamo venuti a trovare te e gli altri amici, quando abbiamo mangiato fuori nel tuo bellissimo terrazzo la carne alla brace e i fusilli fatti in casa (al pesto, ça va sans dire) e la voracità del mio corpicino tutto stomaco diventò leggenda.
Ricordo il tuo albero di giuggiole e tutti i graffi che mi ha sempre procurato.
Ricordo quando scendesti la prima volta per la festa del Redentore e per la prima volta vedesti le “moeche” (piccoli granchi che in fase di muta hanno la corazza morbida). Che faccia schifata prima di assaggiarle, ma che scorpacciata poi! Tant’è che te n’è rimasto il nome.
Ti ricordo così, con un sardonico sorriso sempre sulle labbra, beffardo e pungente al punto giusto.

Un grande abbraccio,
M.

Cloverfield 2 febbraio 2008

Posted by meriinga in ARGH!, Cinema, Incredibile, La scia dei ricordi, Lost, Minchiate col botto.
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Quando bisogna dirlo, bisogna dirlo.
Quando vedi il trailer di un film dove il produttore è J.J. Abrams, lo stesso creatore di Alias e Lost, ti aspetti non dico un capolavoro assoluto ma comunque qualcosa che riesca a tenere la tua atenzione allo schermo e alla sorte dei protagonisti.
E invece questo film è “UNA CAGATA PAZZESCA!!!”

Partiamo dal mostro.
Chi parlava di un megalucertolone tipo Godzilla aveva ragione.
Chi parlava di piccoli mostriciattoli killer aveva ragione.
Il mostro è una cosa con degli arti superiori sproporzionalmente lunghi e sottili, che gli conferiscono un’andatura simile a quella di un gorilla. Non pago della mostruosità creata, JJ ha deciso che poteva osare di più. Quindi dal mostro escono (da dove non l’ho ben capito, ma non voglio indagare) dei mini Alien che attaccano e mordono e uccidono. Uno di questi ad un certo punto fa un bel succhiotto ad una dei quattro ragazzi protagonisti, che poco dopo comincia a perdere copioso sangue dagli occhi. Militari che urlano “Abbiamo un morso, abbiamo un morso!”. E poi esplode.

Parliamo della regia, che vuole essere realistica, come fosse veramente il filmino amatoriale che uno dei nostri sta girando, ma che riesce a risultare sgradevole e stomachevole dopo soli 5 minuti. Una buona media, considerando che i primi 4 minuti di film sono occupati da scritte su sfondo nero di presentazione del video come reperto n. quattrocentoerotti rinvenuto nel luogo una volta conosciuto come Central Park (sic!).

Sugli attori non oserei infierire, visto che già ci pensano da soli ad apparire ridicoli, privi di spessore e poco nella parte. Il protaginista mi sembra Candido di Voltaire, l’improvvisato cameraman che si vede un paio di volte all’inizio del film e alla fine quando muore ha la stessa faccia intelligente di uno stocafisso (o di Enrico Papi), la ragazza-che-esplode si chiama Marlena come le mele del Trentino e pare una tossica in crisi d’astinenza e la ragazza-di-colore-politically-correct gira tutto il film tra macerie e polvere e rovine coi tacchi (sic due!).

Come nei migliori film porno di infima serie, la trama è inesistente, ininfluente e di una banalità disarmante. Lui ama lei dalle medie, lei ama lui dalle medie (sic tre!), ma lui deve partire per il Giappone e quindi la tromba e poi la molla, lei va alla festa di addio con un altro, lui la caccia, lei nell’attacco del mostro rimane incastrata tra le macerie del suo appartamento e lascia a lui un messaggio in segreteria per dirglielo, lui decide di tornare indietro a salvarla e gli ultimi 3 amici rimasti decidono di aiutarlo, la trova viva ovviamente e quindi la salva, scappano a bordo di un elicottero che viene abbattuto dal mostro, escono dall’elicottero ancora vivi tutti e tre gli ultimi rimasti (mentre i militari presenti sono tutti morti), arriva il mostro si mangia il cameramen, arivano i nostri e radono al suolo Manhattan. E anche gli ultimi due muoiono, giurandosi amore eterno.
Dissolvenza in nero.
Fine.

Sono convinta che se il mostro fosse stato diverso da quella sottospecie di incrocio mal riuscito di Godzilla e Alien il film avrebbe avuto tutto un altro sapore…

Questione di punti di vista 29 gennaio 2008

Posted by meriinga in Acquisti, La scia dei ricordi, Pubblicità, Vita vissuta.
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Ho sempre amato questa pubblicità.
Ma io sono di parte, visto che avevo già acquistato il prodotto. Non la versione D&G, ma sempre la stessa auto.

Come mi frantumo la carriera tuffandomi di testa nel ridicolo 29 gennaio 2008

Posted by meriinga in ARGH!, La scia dei ricordi, Media, Vip.
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Nel 1975 partecipa ad un film che i critici guardano sgomenti e a cui dedicano parole di scherno, non sapendo che The Rocky Horror Picture Show diventerà un cult e sarà uno dei musical più ricordati e citati della storia. In molti l’hanno amato così, just a sweet transvestite from Transexual, Transylvania.

Poi è sparito dalla circolazione per doppiare cartoni animati, partecipare a film e serie tv (sempre solo come voce) e fare qualche comparsata in qualche serie maggiore.

Lo ritroviamo nel 1990 nei panni del pagliaccio Pennywise protagonista di It, simpatico e amichevole pagliaccio che offre palloncini colorati ad ignari bambini che si ritrovano a perdere la propria barchetta di carta in qualche buio e tenebroso tombino.

Altre fiction, altre serie, altri cartoni animati a cui partecipa sempre come prestavoce. Una carriera in costante declino.

Ricompare nella parte menzionabile del perfido Cardinale Richelieu in I tre moschettieri, e poco dopo in L’uomo ombra, trascurabile film di cui non voglio nemmeno provare a cercare un immagine.
Qualcuno ricorderà cercherà di dimenticare la sua presenza in Congo, dove veste i panni di un sedicente filantropo romeno che si avventura nell’Africa a recuperare persone perdute e diamanti nascosti.
Altri faranno finta di non sapere che nel film Mamma ho perso l’aereo 2: mi sono perso a NY c’era un concierge di nome Hector che si faceva mettere nel sacco dal binbominkia prodigio Maculay Culkin.

Ancora serie, ancora doppiaggio, il declino è quasi al suo apice.

La Sppanzata (sìsì, proprio con due P) la prende nel 2001. Seriamente, mi crea scompensi anche solo nominare quell’inguardabile accozzaglia di immagini (non riesco neanche a definirlo film), quella brodaglia tutto fumo e niente sostanza che solamente una persona decerebrata potrebbe apprezzare dal titolo “Scary Movie 2”, dove lo vediamo vestire i panni di un pervertito professore che organizza un esperimento para-psicologico con l’unico scopo di correre dietro a tutte le gonnelle possibili e immaginabili. Anche a quella che non respira. Che lo ammazza.

Tanto la carriera se l’è ammazzata lui già da anni ormai…